Un Tesoro per tutti – L’archiviazione digitale degli ex voto

Un Tesoro per tutti – L’archiviazione digitale degli ex voto

Il tesoro più prezioso che si custodisce nel Santuario della Madonna dell’Arco sono i circa 6000 dipinti votivi che attraversano sei secoli di storia e parlano di Maria, della sua potente intercessione ad Jesum per Mariam.

Grazie ai fondi stanziati dal Ministero dei Beni Culturali è stato possibile creare un catalogo digitale che ci permette di poterle ammirare tutte nella loro bellezza e apprezzarne i particolari iconografici davvero interessanti.  La singolarità del Santuario della Madonna dell’Arco sono proprio queste tavolette votive che incastonate nelle sue pareti formano un mosaico del dolore umano superato dalla grazia divina, grazia redentiva e sanante. A chi non è capitato di fermarsi in Santuario e di rimanere con il naso all’insù ad osservarle? Queste tavolette affermano una grande certezza che il miracolo è possibile a tutti, a tutti gli uomini e le donne di fede.

Il progetto ha previsto diversi mesi di lavoro, tutte le tavolette sono state esaminate e passate su uno scanner planetario ad alta risoluzione, prima quelle esposte nel Museo, poi quelle nel deposito e infine quelle in Santuario e per l’occasione è stato acquistato un elevatore elettrico che ha permesso di raggiungere le tavolette poste sotto i cornicioni del Santuario. In tal modo si è costituito un catalogo digitale completo che ne garantirà l’accessibilità dei contenuti nel tempo e sarà di grande utilità specialmente a studiosi, ricercatori e giovani universitari. Il lavoro è stato eseguito con competenza dalla Società FelBen di Sant’Anastasia. Un ringraziamento ai giovani che hanno lavorato al progetto Luigi Amirante, Luigi Piccolo, Emanuele Navarra e Giusy Palmiero. Hanno digitalizzato le opere fino a una dimensione di 80×120 cm (area visibile). In questo modo si è ottenuto un risultato di scansione fedele all’originale. La scannerizzazione di opere d’arte è un processo di digitalizzazione utile per la conservazione, documentazione e valorizzazione del patrimonio artistico. Digitalizzare le tavolette votive consente di creare una copia digitale che può essere non solo archiviata ma anche pubblicata e facilmente condivisa. Avere un archivio digitale delle opere d’arte è fondamentale e di grande aiuto. Sarà una conservazione sicura e duratura nel tempo, sempre disponibile per riproduzioni, stampe, presentazioni, per mostre virtuali e qualsiasi altro utilizzo immaginabile senza necessità dell’opera originale. Il catalogo digitale andrà a sostituire i metodi cartacei o informatizzati di qualche decennio fa, ormai già superati. Tanta gratitudine va a chi per prima aveva intuito l’importanza e il valore artistico e antropologico delle tavolette votive di Madonna dell’Arco i padri Mariano Nazzaro ed Ermanno Giardino, che profusero tanta energia nel conservarle e valorizzarle esponendole nelle principali gallerie d’arte italiane ed estere. Al termine dei grandi lavori di restauro del Santuario eseguiti dal 1946 al 1950, pensarono di sistemare le tavolette votive su grandi pannelli di legno fissati sulle pareti e sui pilastri del Santuario. Negli anni ‘60 e ‘70 del secolo scorso 2.200 tavolette sono state restaurate dai restauratori della Soprintendenza grazie ai fondi stanziati dallo Stato.

Nel 1971 fu data alla stampa la pubblicazione Le Tavolette votive della Madonna dell’Arco, Edizioni Di Mauro, Cava dei Tirreni curata dai professori Paolo Toschi e Renato Penna. A padre Damiano Bova – di recente ritornato alla Casa del Padre – va riconosciuto il merito di aver istituito il Centro Studi sulla Religiosità Popolare nel 1995, che ha proprio il compito della conservazione e della catalogazione dell’intero patrimonio votivo e di aver promosso la fondazione di un Museo interamente dedicato agli ex voto, inaugurato nel 2000. Tante sono le pubblicazioni che riportano le tavolette votive del nostro Santuario e tante altre sono le tesi di laurea discusse sull’argomento, sono ormai un punto fermo e un riferimento riconosciuto da tutto il mondo accademico e culturale. Nel 2003 circa 2000 tavolette votive furono restaurate da Flavia Sansone, sempre grazie ai fondi pubblici. Un grazie va anche a chi ne ha curato una prima catalogazione di cui si conservano le schede cartacee il prof. Renato Penna, continuata poi da padre Ermanno Giardino fino a giungere ai nostri tempi con Lorenzo Maione e Domenico Granata che ancora la cura con attenzione e dedizione.
Madonna dell’Arco è un luogo pregno di storie di fede, ma anche uno scrigno di arte preziosa e antica e cultura secolare.

 

Sant’Anastasia (Na), 1 luglio 2026

 

Padre Gianpaolo Pagano O.P. – Rettore del Santuario della Madonna dell’Arco